Traccia di preghiera mensile per la

 

Lega di Preghiera e Carità di Francesco II

 

a cura del Rev. Don Ferdinando Fodaro

 

Cav. di Grazia Ecclesiastico del S.M.O.C. di San Giorgio e Delegato per le Calabrie 

 

 

 

 

 

 

 

 

1. Cos’è la vita spirituale?

 

Questa domanda non può essere elusa dalla nostra esperienza esistenziale, perché l’uomo è sempre unita di corpo, anima e spirito tesi verso l’unità, l’armonia e l’equilibrio. Una vita disequilibrata tra interiorità ed esteriorità è un esistenza barcollante.

Per i cristiani l’armonia della vita passa dall’esperienza della fede in Dio Padre secondo il modello tracciato dal Gesù nella Sua storia. L’esperienza di Cristo – il nostro farci suoi discepoli getta una luce nuova, straordinariamente efficace, sul vivere dell’uomo e sulla creazione, sulle sue meraviglie e i suoi abissi.

La vita spirituale è un cammino che ha lo scopo di operare in noi un cambiamento – una trasformazione – una conversione nella fede… quale? Far emergere l’immagine e la somiglianza di Dio che è già in noi!!!! Ecco perché la vita spirituale deve sottomettersi all’azione della GRAZIA (l’amore di Dio).

Noi ci concentriamo, errando, sui peccati, le debolezze e le fragilità invece che sulla fiducia che dobbiamo riporre in Dio. Il Padre in Cristo ci offre la via per trasformare le nostre crisi in opportunità, i nostri conflitti in chance.

Il fine è quello di giungere alla sorgente che è in me! Questo è il senso della vita spirituale, che ci fa cogliere in noi stessi nuove opportunità di vita. C’è un tesoro sotterrato che lo Spirito Santo porta fuori se noi impariamo ad essere docili alla sua azione.

Da dove iniziare?

  • Prestare attenzione alla voce dello Spirito che parla in noi!
  • Entrare in una relazione veritiera con le nostre passioni!

 

2. La proposta di quest’anno

 

Il nostro itinerario, allora, si concentrerà sulle dinamiche della vita spirituale e di fede e sulle relative motivazioni che devono nascere in chi crede. Come Mosè dobbiamo toglierci i sandali davanti al Roveto ardente in cui Dio ci rivela la Sua e la nostra identità. (Cosa rappresentano i sandali? I nostri pregiudizi e i nostri preconcetti; toglierli, vuol dire, lasciarsi sorprendere, scuotere e cambiare dal Signore.

Ogni mese verrà proposta una traccia di lectio divina da vivere personalmente o comunitariamente con una meditazione che ci permetterà di crescere in una vita santa, come fu per il nostro amato Francesco II delle Due Sicilie. Nella sua vita, la costanza nella preghiera diventava opere di carità e sentimenti di misericordia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lectio di gennaio: Il Mistero dell’abbassarsi di Dio

 

Lectio

Marco 10, 41 – 45

All'udire questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni.  Allora Gesù, chiamatili a sé, disse loro: «Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere.  Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti.  Il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

 

Meditatio

Voglio partire, in questo contesto temporale particolare contraddistinto dalla Pandemia globale, da un versetto del Vangelo di Marco che su pur sembra poco cosa racchiude in sé tutto il kerygma evangelico. Entrando nel testo ci accorgiamo che Gesù si sta confrontando con l'incomprensione e il rifiuto di quanti lo stavano seguendo e questo perchè le sue parole diventavano sempre più scandalose. La mentalità dominante, ora come allora, centrava la sua attenzione sul potere (in tutte le sue forme e sfaccettature) mentre Gesù propone e chiede a chi lo vuole seguire di rifiutare il potere per rendersi schiavi; è solo così che si può dare il meglio di se: dando la propria vita per i fratelli.
il versetto 45 nello specifico del testo (Mc 10, 41-45) è decisivo per comprendere il ruolo di Gesù nell'opera di salvezza:

  • Gesù presenta il suo farsi dono: dare la vita come qualcosa di cui si potranno avvantaggiare gli uomini. I vocaboli che utilizza riprendono i carni del Servo di Jave del profeta Isaia (Is 53, 10-12) svelandoci chiaramente che nel morire e nel risorgere di Cristo noi possiamo conoscere veramente chi è il Padre.
  • Gesù che si offre come vittima e schiavo ci dice l'immenso Amore del Padre per l’umanità e la sua vita diventa l'immagine - il prototipo della vita del discepolo che deve farsi schiavo-servo fino al dono completo della vita per vivere in comunione col farsi servo di Cristo.
  • In riscatto; questo termine ricca di significato era molto diffuso nella mentalità- ebraica: se un membro della famiglia veniva ucciso, fatto schiavo o prigioniero un membro della famiglia più prossimo (goel) era incaricato di liberare la vittima o vendicarla. Dio e- il nostro gol-liberatore perché con la sua Alleanza ha stretto una relazione di familiarità con l'uomo. Gesù è il goel che per il suo sangue versato sulla croce diventa causa di salvezza per tutti gli uomini.
  • Molti; la totalità degli uomini senza preferenze ed esclusioni.

 

Contemplatio

Il cammino che questa immagine evangelica traccia per noi, ruota intorno a tre atteggiamenti a cui siamo chiamati: 1. Generosità 2. Creatività 3. Passione

Siamo pronti a generare vita in altri, imparando a perdere, a lasciare qualcosa di noi per accompagnare e sostenere chi viene dopo di noi?

 

Oratio

Signore, ti aspettavamo più grande e vieni nella debolezza di un bambino. Ti aspettavamo a un'altra ora e vieni nel silenzio della notte. Ti aspettavamo potente come un re e vieni uomo, fragile come noi. Ti aspettavamo in un altro modo e vieni così, semplice. Quasi non possiamo riconoscerti, così uomo. Avevamo le nostre idee su di te, e vieni rompendo tutto ciò che avevamo previsto. Donaci la fede per credere in te e riconoscerti così, come vieni. Rendi forte la nostra speranza per avere fede in te con la semplicità con cui vieni a noi. Insegnaci a amare come ami tu, che essendo forte ti sei fatto debole per essere la nostra forza in tutti i momenti e nei secoli dei secoli. Amen.

 

Lectio di febbraio: Pellegrini

 

Lectio

Genesi 12, 1 – 4: Il Signore disse ad Abram: «Vàttene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò. Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra». Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore, e con lui partì Lot.

 

Meditatio

La storia di Abramo ci riporta al riconoscimento della “mia” storia: Dio chiama Abramo dentro la “sua” storia, non al di fuori di quella. 

  • Abramo è un “nomade”, figlio di nomadi, e si sposta con i suoi greggi. La vita diventa pellegrinaggio quando si decide di andare dietro al Signore. 

  • Una continua uscita dalle sicurezze umane, verso quelle che Dio ci promette.

  • Ad un certo punto della sua vita, avvengono due importanti avvenimenti: la conversione all’unico Dio e la vocazione ad un compito ben preciso, che questo Dio gli affida. 

  • Abramo, che diventa il “modello” del credente.

  • Questo Dio che si fa conoscere ad Abramo dà delle indicazioni. Invita a realizzare un progetto. Qualcosa di grande, che supera Abramo, ma che Dio vuole realizzare attraverso Abramo, in questa storia.

  • La vocazione di Abramo a partire e andare nella terra “promessa” è accompagnata da continue prove e momenti duri, nei quali Abramo “impara” a conoscere Dio e impara a conoscere se stesso.

Contemplatio

La storia di Abramo mi sembra quasi un invito a guardare oltre “ogni speranza”, oltre ogni umana aspettativa, sapendo scorgere nei fatti concreti della mia vita, i piccoli segni di un promettente futuro.

  1. Il silenzio e l’umiltà mi permettono di Ascoltare seriamente Dio che mi parla!

  2. Dio è accanto a me, nei momenti belli e in quelli difficili!

  3. La fede non è basata sulle proprie convinzioni e sulla propria volontà ma sulla Grazia di Dio!

  4. Ci vuole coraggio e capacita di osare per mettersi in gioco nella via della fede!

Oratio

Dio misericordioso, che in Abramoci hai dato il padre dei credenti,tu hai voluto che nella sua discendenzafossero benedettetutte le genti della terra:guarda al popolo dell'alleanzae delle promessee al popolo delle profezieche ti invoca quale Misericordioso,e fa' che al più presto,attraverso la rivelazione di Gesù Cristo,si faccia l'unità di quanti credono in te,unico Dio,benedetto nei secoli dei secoli.

 

 

Lectio di marzo: Il sogno di Giacobbe

 

 

Francesco II di Borbone e la sua lotta interiore.                                                                                                                                                                             

La proposta di preghiera mensile della nostra Fondazione è una vera e propria introduzione alla scoperta della vita spirituale. Ognuno di noi vive, così come fu per Francesco II, l’esperienza della fede che deve maturare e autenticarsi nel diventare discepoli del Signore. Questo è un cammino che bisogna intraprendere, lasciandosi guidare dalla Parola di Dio, dalla sapienza della Tradizione ecclesiale e dalla forza trasformante dei sacramenti. Utilizzando la metafora del cammino, che è centrale nella storia biblica, nei nostri ritiri mensili ci proponiamo di coniugare il percorso umano di Francesco II ad alcune figure bibliche che ci permettono di comprendere le dinamiche della vita spirituale, nella consapevolezza che essa è parte integrante della nostra vita.

Nel nostro precedente incontro Abramo ci ha insegnato la necessità di lasciarsi mettere in discussione da Dio! Oggi incontreremo Giacobbe l’uomo sfiorato e benedetto da Dio.

Il ciclo di Giacobbe (Genesi 25; 27-33; 35), figlio di Isacco e nipote di Abramo, racconta la storia di chi carpisce la benedizione di Dio: essa è percepita dagli antichi come un elemento decisivo per la vita. Il padre trasmette la benedizione al figlio ed essa è più della stessa eredità, è la trasmissione di una forza, di un’energia legata alla benedizione unica di Dio.

La benedizione trova il suo riscontro nel “sogno di Giacobbe”: l’esperienza di Dio come Colui che ti conosce e che ti accompagna, che è sempre presente nella tua vita. Infine, Giacobbe vive una storia pedagogica: prova in prima persona che cosa vuol dire imparare a perdere e a maturare per diventare un vero uomo. Ecco l’episodio della lotta con Dio che trasforma il suo nome: da Giacobbe a Israele (Dio è re/Dio regna). La lotta con Dio è l’immagine della fede, vista non come una situazione statica e scontata, bensì proprio come incontro che diventa anche scontro. Perdendo ora l’incontro e la lotta con Dio, dallo scontro, incredibilmente, Giacobbe esce vincitore: vince la benedizione.

 

 Lectio

10 Giacobbe partì da Bersabea e si diresse verso Carran. 11 Capitò così in un luogo, dove passò la notte, perché il sole era tramontato; prese una pietra, se la pose come guanciale e si coricò in quel luogo. 12 Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa. 13 Ecco il Signore gli stava davanti e disse: «Io sono il Signore, il Dio di Abramo tuo padre e il Dio di Isacco. La terra sulla quale tu sei coricato la darò a te e alla tua discendenza. 14 La tua discendenza sarà come la polvere della terra e ti estenderai a occidente e ad oriente, a settentrione e a mezzogiorno. E saranno benedette per te e per la tua discendenza tutte le nazioni della terra. 15 Ecco io sono con te e ti proteggerò dovunque tu andrai; poi ti farò ritornare in questo paese, perché non ti abbandonerò senza aver fatto tutto quello che t'ho detto». 16 Allora Giacobbe si svegliò dal sonno e disse: «Certo, il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo». 17 Ebbe timore e disse: «Quanto è terribile questo luogo! Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo».

 

Meditatio:

Contempliamo Dio che diventa alleato di Giacobbe

·       non più per la scaltrezza dell’uomo ma per la libera decisione di Dio.

·       in mezzo agli ostacoli e alle difficoltà della sua vita (pietre).

·       attraverso una relazione – lui che era fuggito dal fratello per paura di relazionarsi con lui.

·       Dio sfiora Giacobbe, si prende cura di lui, trattando con delicatezza le sue ferite e le sue “pietre”. Così fa con noi.

 

Il mistero della trasformazione: essa è frutto della tenerezza di Dio (che sfiora la nostra vita) e certezza della sua presenza.

Siamo messi davanti alla verità di noi stessi, come lo fu Giacobbe e chiamati ad affrontare e accettare la nostra debolezza.

La storia di Giacobbe è contraddistinta dalla lotta con se stesso ed è un invito ad affrontare la nostra vita per benedire perfino ciò che ci ha ferito, che ci sta ferendo. Attraversando  l’oscurità del nostro senso di colpa possiamo cogliere le opportunità che il Signore ci mette davanti.

Nel cammino associativo, vengono proposte due immagini significative per quello che abbiamo contemplato in Giacobbe: nella prima emerge il sentimento di solitudine e di mancanza di relazione autentiche. Nella seconda, al contrario il contatto fisico diventa un‘esperienza fondante della relazione. L’adulto è invitato ad accogliere le due diverse situazioni e a richiamare alla memoria episodi simili ed esperienze vissute.

  

Attività:

Proviamo a confrontarci su alcune pietre che ci impediscono di cogliere a noi o/e agli altri la benedizione di Dio e proviamo a scegliere uno o più segni concreti con cui rendano visibile la tenerezza e cura amorevole verso di noi, verso i fratelli e verso il pianeta.

 

Oratio:

O Dio onnipotente ed eterno, ristoro nella fatica, sostegno nella debolezza: da Te tutte le creature ricevono energia, esistenza e vita. Veniamo a Te per invocare la tua misericordia poiché oggi conosciamo ancora la fragilità della condizione umana. Aiuta ciascuno a svolgere il proprio compito, non ostante le fatiche e a rafforzare lo spirito di solidarietà tra di noi. Tu che sei fonte di ogni bene, benedici con abbondanza la famiglia umana, allontana da noi ogni male e dona una fede salda a tutti i cristiani. In Te noi confidiamo e a Te innalziamo la nostra supplica perché Tu, o Padre, sei l’autore della vita, e con il tuo Figlio, nostro Signore Gesù Cristo, in unità con lo Spirito Santo, vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Lectio di giugno: Nel Cuore di Gesù

 

 

 

Nel mese di giugno la Chiesa guarda il Cuore di Gesù, simbolo dell’amore che il Salvatore ha per l’umanità. Nelle Sue sofferenze e nella Sua morte di Croce contempliamo il Suo Sacrificio per noi e per la nostra salvezza.

 

 

 

Vivere la fede al Cuore di Cristo: Francesco II delle Due Sicilie.

 

Imparò fin da piccolo che l’amore al Regno e la dedizione verso i sudditi non erano semplicemente qualcosa di dovuto; la sua fede si rifletteva nel suo lavoro diplomatico e nel governo del Regno. Uomo ricco di bontà e umanità, viveva il suo dovere e la sua attenzione verso i poveri come frutto della sua profonda fede. Durante l’assedio di Gaeta, mentre la storia unitaria lo giudica un vile, con coraggio e libertà d’animo, si impegnò per la non belligeranza così da evitare inutili stragi fra i suoi soldati e il suo popolo. Così come Gesù sacrifico se stesso per manifestare la Salvezza dell’umanità, così Francesco II, da vero discepolo del Crocifisso – Risorto, sacrifico se stesso per il bene della sua gente.

 

 

 

Lectio:

 

Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Sei tu il re dei Giudei?».Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?».Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?».Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

 

 

Meditatio:

 

Gesù ci offre, in questo testo, la possibilità di comprendere la differenza cristiana (voi siete nel mondo, ma non del mondo. I grandi della terra dominano e si impongono, tra voi non sia così). Il Regno di Dio, che in Cristo ha il suo inizio e che si prolunga con la nostra vita è differente da qualsiasi esperienza umana; esso non ha nulla a che fare con la violenza e propone con forza il tema della libertà e della verità: libero è solo chi ama. L’amore svela la verità, permettendoci di affrontare, senza paura, la vita facendosi dono per i fratelli. La Verità nessuno la può possedere con orgoglio; è servizio e amore. Cristo esercita la sua regalità facendosi servitore degli uomini e diventando Lui stesso dono per i fratelli. Abitare la terra, prendendosi cura di ogni uomo, è la proposta concreta che Egli offre al nostro stile di vita. La regalità di Cristo, quindi, non è potere ma servizio; questa è la pienezza dell’umano di cui il mondo ha bisogno e che Francesco II ha incarnato nella sua vita.

 

 

Oratio:

Atto di consacrazione al Sacro Cuore

Il tuo Cuore, o Gesù, è asilo di pace,

il soave rifugio nelle prove della vita, il pegno sicuro della mia salvezza.

A Te mi consacro interamente, senza riserve, per sempre.

Prendi possesso, o Gesù, del mio cuore, della mia mente, del mio corpo, dell'anima mia, di tutto me stesso. I miei sensi, le mie facoltà, i miei pensieri ed affetti sono tuoi.

Tutto ti dono e ti offro; tutto appartiene a Te.

Signore, voglio amarti sempre più, voglio vivere e morire di amore.