IL CAPO DELLA REAL CASA DELLE DUE SICILIE e DUCA DI CASTRO / Il titolo di Duca di Castro e sua storia

 

Dopo il titolo di Sovrano delle Due Sicilie, i titoli maggiori che utilizzavano tali Sovrani erano quelli di “Duca di Parma, Piacenza e Castro e Gran Principe ereditario di Toscana”.

Ma tali titoli erano puramente onorifici, in quanto Carlo di Borbone aveva dovuto rinunciare nel 1738, per se stesso e suoi discendenti, al Ducato di Parma e Piacenza ed al Granducato di Toscana per ottenere il riconoscimento dei regni di Napoli e Sicilia.
Inoltre esisteva già, ed ufficialmente, il Duca di Parma e Piacenza (nonché Stati Annessi), altro sovrano Borbone, così come esisteva il Granduca di Toscana.
Pertanto, dopo la perdita del regno nel 1861, Francesco II ritenne più corretto, soprattutto per i suoi successori, che non si potesse più utilizzare pienamente il titolo di Re delle Due Sicilie, ma che quindi il titolo pacificamente utilizzabile (benché anche quello storicamente superato, in quanto il bene era tornato allo Stato pontificio), per indicare il Capo della R. Casa, fosse quello di "Duca di Castro”.
Il Ducato di Castro era stato uno stato feudale (vassallo del Pontefice, ma in realtà indipendente) creato nel 1537 e di spettanza dei Farnese. Ma tale Ducato era tornato allo Stato della Chiesa nel 1649 e fu definitivamente incamerato nel 1660, anche se in seguito ci fu un'infruttuosa proroga per recuperarlo. I Farnese, però, mantennero la pretensione sul Ducato e quindi ne tennero il titolo. Pertanto i Borbone delle Due Sicilie, in quanto eredi dinastici dei Farnese, continuarono tale pretensione.

Per questi motivi, in merito a quali fossero i titoli dinastici da usare, Re Francesco II, nel suo citato testamento spirituale (18 novembre 1887), scrisse al fratello Alfonso: “Se tu crederai ritenere pel momento il tuo presente titolo (Conte di Caserta, ndr), fa che il tuo primogenito prendesse subito quello, che gli appartiene di Duca di Calabria, e quando questi avrà un figlio quello di Duca di Noto dal nascere. Ricordati che quello di Duca di Castro è nostro familiare di primogenito in primogenito”.

Furono così ribaditi i tre titoli dinastici fondamentali della Real Casa: quello di Duca di Castro (titolo spettante propriamente al “primogenito”, quello dinastico, e quindi, di fatto e di diritto, al Capo della Real Casa), e quelli dinastici in senso stretto di Duca di Calabria e quello di Duca di Noto (riguardanti l’erede della Dinastia ed il suo successore).

Tali titolature furono poi confermate anche dal Principe Ranieri, successore di Alfonso conte di Caserta.

Infatti il Principe Ranieri, quale Capo della Real Casa, nel suo testamento del 19 novembre 1961 (codicillo del 15 dicembre 1961), scrisse: “ ... in ossequio a quanto sancito dalla Volontà Sovrana dei Nostri Augusti Avi, il Re Ferdinando in data 4 gennaio 1817, ed il Re Francesco II, in data 18 novembre 1887, il titolo di “Duca di Castro”, quello di “Duca di Calabria” e quello di “Duca di Noto” non si
riguarderanno mai come titoli trasmissibili per primogenitura di sangue, ma come distintivi rispettivamente del Capo della Nostra Reale Famiglia delle Due Sicilie, del suo successore immediato quale Capo della Famiglia, e del figliuolo primogenito di quest’ultimo, o di chi ne terrà il luogo quale presunto futuro Capo della Famiglia."

Pertanto l'uso del titolo di Duca di Castro, nella Real Casa, ne sancisce e sottolinea la legittimità dinastica della linea dinasticamente primogenita. Ovvero quella che è arrivata oggi a S.A.R. Carlo, Duca di Castro. Perchè, come abbiamo appena letto, il titolo di Duca di Castro spetta propriamente al “primogenito”, quello dinastico, e quindi, di fatto e di diritto, al Capo della Real Casa dei Borbone Due Sicilie.


Da parte invece, la pretesa “intitolazione” del 1960 dell’Infante Alfonso come "Duca di Calabria" fu assurda e sbagliata. Indicativa, inoltre, di una totale ignoranza del diritto dinastico dei Borbone delle Due Sicilie.

Infatti siccome l'Infante Alfonso Maria si dichiarò illegittimamente quale successore del Pr. Ferdinando Pio, anche se costui aveva continuato ad usare pubblicamente, ma impropriamente, il titolo di “Duca di Calabria” (che era riservato solo al Principe ereditario) anche dopo che era divenuto il nuovo Capo della R. Casa (ovvero il nuovo Duca di Castro), Alfonso Maria avrebbe quindi dovuto dichiararsi “Duca di Castro”, in quanto pretendeva di essere il successore del Pr. Ferdinando Pio, ovvero il nuovo Capo della R.Casa.

Ma allo stesso modo la situazione dinastica personale dell'Infante Alfonso Maria era impossibile ed inconciliabile, risolvendosi quindi in un paradosso assurdo. Infatti da un lato l'Infante Alfonso Maria si proclamava appartenente alla R. Casa dei Borbone delle Due Sicilie, ma dall'altro, contemporaneamente, era membro della R. Casa dei Borbone di Spagna, della quale era Infante e Principe del sangue; ma ancora: mentre da un lato si proclamava Capo della Casa Reale dei Borbone, dall'altro si dichiarava ufficialmente fedele suddito e sottoposto nell'ubbidienza al Re di Spagna, Capo della R. Casa Borbone Spagna?! Davvero assurdo e grottesco.

Pertanto l'uso illegittimo del titolo di "Duca di Calabria", nella ex linea della Real Casa dei Borbone Spagna, discesa dai Borbone Due Sicilie, ne sancisce e sottolinea l'illegittimità e la confusione dinastica, da parte di una linea geneticamente primogenita, ma dinasticamente esclusa dalla R. Casa delle Due Sicilie (per gli accordi dinastici dell'avo Carlo Tancredi, la sua rinuncia e la mancanza di assensi ai matrimoni dinastici dei suoi discendenti). Ovvero la linea che è arrivata oggi a Sua Eccellenza Don Pedro, Grande di Spagna.


(tratto da "Il Duca di Castro", 2018, di Giovanni Grimaldi, studio storico-dinastico sui Borbone Due Sicilie nella prossima edizione dell'Annuario della Nobiltà Italiana)

 

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